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Luogo: centro storico di Egna
Quando: 27.09.2014
Tempo: dalle ore 10 alle ore 17
 
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Castelfeder – simbolo dell’Area turistica

Un luogo ricco di storia

Su una collina di porfido che si erge in posizione strategica tra Ora e Montagna sorge Kastelfeder (anzi Castelfeder, dall’italiano “castello”), un insediamento d’epoca preistorica, romana e alto medievale che occupa tutto il vasto e articolato colle. Qui si stabilirono tribù dell’età della pietra e del bronzo, ma anche Reti, Romani, Retoromanzi, Ostrogoti, Longobardi, Franchi e Bavari, come in seguito cavalieri e dinastie aristocratiche. La rocca superiore, detta “Oberburg”, si innalza per circa 190 m sul fondovalle, a un’altitudine di 405 m sul livello del mare.

Sono giunti fino a noi sono soprattutto i ruderi delle mura di cinta con le famose “Kuchelen”, in origine pensate come mura di difesa, e parti della cappella di Santa Barbara, la cui origine è databile al VI secolo ca. La soleggiata collina è ricoperta da un'interessante vegetazione con querce secolari e un biotopo del tutto particolare.

Immergetevi anche voi in questo mondo mitico!



Cenni storici su Castelfeder:


Reperti archeologici e strutture architettoniche

Tra i reperti archeologici vi sono tombe a urna con corredi funerari risalenti al II secolo a.C., associabili alla civiltà di Luco Meluno. Sono stati individuati anche spazi destinati ai sacrifici con il fuoco delle vittime.

Intorno al 500 sulla collina venne eretta una fortezza bizantina, con funzione protettiva dai Germani; sono ancora conservati i resti delle mura, le cosiddette Kuchelen, lunghe 500 metri. Più probabilmente in pianura era situata la stazione di sosta di Endidae, che in epoca romana sorgeva lungo l’itinerario di Antonino a  nord di Trento, tra Egna e Ora; forse questa stazione si trovava a Villa, dove sono stati rinvenuti i resti di una villa romana con pavimenti a mosaico.

Sulla vera e propria “Oberburg”, la cima della collina con le sue numerose rovine, sorge anche una  fortificazione risalente all'alto medioevo. Non è ancora chiaro se queste strutture siano da identificare con il Castrum Ennemase citato da Paolo Diacono nel 590.


Particolarità della cinta muraria

Segno caratteristico di questa fortificazione sono le lunghe mura di cinta, il cui sviluppo può essere seguito a distanza ravvicinata in direzione orientale e meridionale; inoltre verso sud le mura hanno conservato un’altezza significativa grazie alle cosiddette “Kuchelen”. La cinta muraria evidenzia un’arcata verso l’interno, destinata originariamente a sostenere il corridoio di ronda. In alcuni punti sono inoltre visibili  sottili contrafforti verso l'esterno, posti a distanze irregolari. Il muro è sorprendentemente  sottile; si direbbe quasi che le sue fondamenta non siano ancorate alla roccia. Tuttavia non si deve ritenere che quest’opera muraria sia stata eretta in modo negligente o poco stabile; piuttosto, l’impressione è che si sia cercato di raggiungere la massima durevolezza con il minimo dispendio.

Le caratteristiche architettoniche di questo sito sono state paragonate più volte alle fortificazioni bizantine, in particolare alle poderose Mura di Costantinopoli.


Edificazione all'interno della cinta muraria

Sembra che le strutture interne alla fortificazione fossero prevalentemente in legno: infatti presso gli scavi sono stati rinvenuti resti di diverse costruzioni in legno. L'unica costruzione in pietra del tempo era probabilmente la cappella dei santi Lorenzo e Vigilio, successivamente dedicata a Santa Barbara.

Questo primo sito di fortificazione andò probabilmente distrutto in un incendio, divampato nei pressi delle Kuchelen. Nel VII secolo, nell'area tra la cappella e le Kuchelen fu costruita una necropoli. Un secondo incendio nel corso del VII secolo pregiudicò infine l'intero insediamento, compresa la cappella. La fortificazione fu probabilmente abbandonata, ma la cappella venne restaurata. Il sito di Castelfeder rimase probabilmente inutilizzato per un lungo periodo, tra la fine del VII e il IX-X secolo.


Nuove edificazioni dopo il periodo delle invasioni barbariche

In epoca carolingia, o al più tardi con gli Ottoni, sulla rocca alta di Castelfeder ricompaiono tracce di attività umane. La vecchia fortificazione bizantina, parzialmente distrutta, è restaurata e pienamente ripristinata ad ovest e a nord. La muratura risulta infatti chiaramente stratificata, lo spessore murario è più evidente e nella muratura spiccano ampie porzioni di laterizi a spina di pesce (opus spicatum). Ad ovest della Oberburg, si fa risalire a questa fase la cosiddetta “Torre dei Longobardi”. A nord, si rinforza il vecchio muro di cinta e si costruisce un edificio rettangolare a due piani, di cui una parte considerevole sopravvive fino ad oggi. Questa seconda fortificazione di Castelfeder trova anche riscontro in vari reperti archeologici, per esempio una fibbia piatta che può essere attribuita alla civiltà paleoslava di Köttlach-Karantanien o in un frammento di punteruolo. Non sappiamo per quanto tempo queste strutture furono utilizzate, tuttavia sembra che il loro uso si sia protratto fino al XII secolo inoltrato.

È sconosciuta altresì la datazione della pianta di oltre 160 edifici.

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