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Luogo: Egna
Quando: 02.08.2013 - 04.08.2013
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Tracciato della Ferrovia della Val di Fiemme

Un panorama mozzafiato sulla Val d'Adige

Percorrete in bicicletta il Tracciato della vecchia Ferrovia della Val di Fiemme… dalla pianura verso le vette! È richiesta una buona condizione fisica!


Storia della Ferrovia della Val di Fiemme –
Percorsi che collegano uomini & destini


I primi progetti per una ferrovia in Val di Fiemme risalgono al 1891. Il progetto mirava a rendere la Val di Fiemme accessibile ai turisti; solo in un secondo momento si pensò di sfruttare la ferrovia anche dal punto di vista produttivo, utilizzandola per il trasporto di legnami e minerali. Ma la costruzione naufragò: sia per le diverse proposte relative al percorso, sia per questioni economiche.

Nel 1915, la Prima guerra mondiale portò le Dolomiti nel conflitto contro l’Italia e fu presto chiaro che le strade esistenti non erano in grado di assorbire il traffico dei rifornimenti. I progetti relativi alla ferrovia tornarono attuali e i lavori di realizzazione iniziarono nel febbraio del 1916.

I lavori assorbirono 3900 civili, 600 militari e 1500 prigionieri di guerra (in maggioranza russi). A causa delle terribili condizioni metereologiche, nell'inverno del 1916/1917 i lavori dovettero essere sospesi. Inoltre, la malnutrizione dei lavoratori provocava numerose vittime.

A metà maggio del 1917, le devastanti inondazioni verificatesi nella Valle della Drava fecero sì che gran parte dei lavoratori delle compagnie ferroviarie e dei prigionieri di guerra venissero allontanati; per proseguire i lavori furono impiegati donne e giovani della zona.

L’inaugurazione della ferrovia con il primo percorso Ora-Predazzo avvenne il 1° febbraio 1918. La ferrovia fu chiusa il 10 gennaio 1963.


Poesia sulla Ferrovia della Val di Fiemme

Sitzend in der Bar „Aur-Ora“
(wo man spielt auch manchen Sketch)
mir verrint die Zeit sin’ mora
nächst dem Bahnhof an der Etsch.

In dem Glasel vom Traminer
spiegelt sich Stakettenzaun,
und im Fenschterl der Ladiner
lässt mich süchtig rückwärts schau’n:

Fern vom Zentrum der Stadt Auer
startet auf schmaler Spur
früher Bürger so wie Bauer
zu ‚ner Fleimstaltagestour.

Aus zweihundert Metern „Tiefe“
quält sich Lok den Berg hinauf
mit Geächze und Geschniefe
stöhnt sie kurvig ihren Lauf.

Schielt verächtlich nur nach Süden,
wo es stetig geht hinab,
klettert redlich ohn’ Ermüden,
zu gewinnen Bergetapp’.

Ihr zu Füße die Ruine
einst’ger Herren von Caldiff,
stößt sie mit kohlschwarzer Mi(e)ne
aus verweg’nen Angriffspfiff.

Tänzelnd auf dem Viadukte
tankt sie (Höhen-) Luft bei Glen,
ohn’ dass ihr die Pumpe zuckte,
darf sie sich im Kreise dreh’n.

Scharf sind alle Passagiere
auf den Tunnel ob Montan,
wo man/frau sich amüsiere:
hier erwacht manch ein Vulkan...

Erst am Pass von San Lugano
wird der Höhepunkt erreicht,
dann im Tempo „cristiano“
Zug durch Cavalese schleicht.

Größte Steigung überwunden,
im Tal des Avisio
drei bis vier Prozent nun munden
in W.’s Bar zu Tesero.

Hinter uns liegt der strapazzo,
seh’n wir links den Latemar.
Und im Bahnhof von Predazzo
setzt Lok um – triangular.

Edel klingt uns Val di Fiemme
(ohn’ dass stört des Wortes Sinn),
wo ich glücklich in der Schwemme
voll mit Maddalena bin.

 

 

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